Torino tra sviluppo passato e crisi recente – R. Valente

Primo Incontro di Studio del sedicesimo ciclo promosso dall’Associazione Culturale Il Laboratorio sul tema Torino tra sviluppo passato e crisi recente, condotto da Renato Valente, a lungo amministratore locale della città.
Il relatore segue come traccia il suo libro In cammino… con nonni e nipoti…, trasformando l’occasione in un prolungato excursus attraverso cinquant’anni di partecipazione alla vita pubblica da consigliere comunale assurto, ad un certo punto, alla carica di assessore al bilancio della città di Torino.
E qui si coglie subito il taglio della serata e del personaggio.
In evidenza, l’amministratore scrupoloso che corre a Londra per stipulare mutui decisivi per una città trovatasi a far fronte alla più grande immigrazione mai verificatasi sul suo territorio, nel momento in cui tutto veniva ad essere insufficiente: dalle infrastrutture alle scuole. Mancavano le case. I trasporti necessitavano di nuovi mezzi per coprire un territorio urbano ampliatosi a dismisura.
Ce la fa.
Torna a casa con le risorse, reperite sul mercato, indispensabili a non far soffocare Torino.
Tra mille difficoltà e polemiche, con un’opposizione comunista che sapeva fare il suo mestiere, avvantaggiata da una condizione obiettivamente difficile.
A fare da bussola, anche di fronte alle scelte più complicate, il senso della famiglia, l’esperienza della Resistenza e l’ispirazione cristiana nell’agire in politica che gli permette di compiere sino in fondo la sua parte.
Questo rappresenta il punto più delicato dell’impegno pubblico, anche se, per esempio, le deleghe al decentramento e l’incarico di capo-gruppo Dc in consiglio comunale sono altri due aspetti di una militanza politica assai prolungata.
C’erano ad ascoltarlo alcuni ex consiglieri della Sala Rossa, anche della parte avversa.
Segno che la stima ed il rispetto hanno superato, non solo ora, l’appartenenza e le facili polemiche.
Ma il libro è anche altro.
I numerosi figli, una giovinezza intensa funestata dalla guerra, l’impegno di medico, mai abbandonato anche quando le riunioni al partito o in comune duravano sino a notte fonda.
Un quadro esemplare a livello umano, professionale e politico.

 

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